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HELLBRUNN - Giochi d'acqua

Al limite sud di Salisburgo si trova la residenza estiva di Hellbrunn, un'opera rinascimentale rimasta pressoché immutata nel tempo. Realizzata all'inizio del XVII secolo (1613-1615) secondo il modello italiano della villa suburbana, che veniva utilizzata come meta di brevi escursioni nelle giornate estive, la residenza di Hellbrunn venne costruita durante la reggenza del principe arcivescovo Markus Sitticus von Hohenems (1612-1619), educato in Italia. Esecutore di tale opera fu l'architetto italiano Santino Solari di Verna. Gli affascinanti e divertenti giochi d'acqua e gli automi meccanici ad acqua costruiti quasi 400 anni fa, la cui progettazione si deve probabilmente allo stesso Markus Sitticus o a Solari (ma il vero ideatore rimane sconosciuto), hanno tratto origine da modelli esistenti in Italia e in quanto opere conservatesi perfettamente nel corso dei secoli, ancora oggi allietano il visitatore di Hellbrunn.  

Attualmente la visita inizia dal "Teatro romano" presso il cosiddetto tavolo del principe, un tavolo in marmo che presenta un lungo canaletto centrale, attraversato da acqua sorgiva utilizzata per mantenere in fresco il vino. Secondo la tradizione il principe, nelle belle giornate estive, invitava a Hellbrunn la corte e i cacciatori per un ricevimento in giardino. Gli ospiti si accomodavano sugli sgabelli in marmo intorno al tavolo e gustavano il vino fresco generosamente offerto. Nel corso della serata la compagnia diventava sempre più allegra e vivace. Per rinfrescare gli ospiti avvinazzati e farli riprendere dall'ubriacatura o semplicemente per irritarli o forse anche per indurli a congedarsi, l'arcivescovo dava un cenno al suo servitore che azionava una leva. Improvvisamente da ogni sgabello, eccetto naturalmente quello del padrone di casa, fuoriusciva un getto d'acqua. Per non contravvenire alla rigida etichetta di corte, gli ospiti dovevano rimanere seduti finché l'arcivescovo in persona non si fosse alzato, ponendo così termine alla festa.  

A pochi passi dal "Teatro romano" si trova la grotta di Orfeo che presenta due figure della mitologia greca scolpite nel marmo bianco di Salisburgo: Orfeo ed Euridice negli Inferi circondati da vari animali tra i quali anche il leone e lo stambecco, animali araldici di Markus Sitticus. Orfeo suona il violino, Euridice porta un medaglione con un ritratto di Markus Sitticus e il viso della bella ninfa presenta una somiglianza sbalorditiva con quello dei ritratti della Contessa Isabell Mabon/Maron, la "musa" del principe arcivescovo. L'esecutore di questo gruppo figurativo, probabilmente Santino Solari, rimane sconosciuto e la storia dell'arte lo definisce come "il maestro di Orfeo".  

Degno di nota risulta anche il rivestimento con tufo e stalattiti della grotta artificiale. 

Si prosegue passando davanti ad alcuni stagni che attualmente ospitano storioni e trote. Quindi si giunge alle grotte principali che si trovano al piano terra del castello.  

Tramite il portale di accesso, caratterizzato da un assurdo stile manieristico, si accede alla grotta di Nettuno, sorvegliata da due cavallucci marini. Particolarmente artistica è la volta a botte, decorata con un mosaico di sassi e conchiglie, al centro della quale, sul soffitto, si trova il dipinto su rame di un genio alato, opera del maestro italiano Arsenio Mascagni. 
E' ai piedi di Nettuno l'attrazione più originale di Hellbrunn che già lascia percepire un certo spirito barocco, ossia la "boccaccia di Hellbrunn" ("Hellbrunner Germaul", conosciuta anche come "Mascharagesicht") che, mediante un meccanismo ad acqua, ossia una corrente d'acqua dietro la maschera, ritmicamente tira fuori la lingua e muove gli occhi. Si dice che rappresenti la risposta di Markus Sitticus ai suoi critici e agli invidiosi. In questa stessa grotta si può anche produrre un acquazzone artificiale. 

Ci volgiamo adesso verso le grotte sulla destra e, passando attraverso la grotta degli specchi veneziana, giungiamo nella grotta del canto degli uccelli. Questo luogo ricorda una caverna in cui cinguettano dieci uccelli. Le voci degli uccelli vengono prodotte dall'energia idraulica (un getto d'acqua mette in moto una ruota idraulica verticale che a sua volta attiva un mantice che conduce aria nel somiere dell'organo; quest'ultimo viene azionato da un'ulteriore ruota idraulica che gira il cilindro dentato quattro volte al minuto. Con la rotazione del cilindro si aprono delle valvole e l'aria compressa si dirige verso le canne dell'organo, di varia dimensione e lunghezza, diffondendosi nella grotta. Il gorgoglio degli uccelli viene prodotto dalle canne la cui base viene immersa in un contenitore d'acqua). 
Di particolare interesse è anche la grotta delle rovine situata al piano terra a sinistra verso la grotta delle conchiglie. L'architettura di questa grotta, appositamente in rovina, vuole rappresentare il deterioramento a cui sono soggette le costruzioni realizzate dall'uomo e dovrebbe invitare a riflettere sulla caducità di tutte le opere umane.  

Passando davanti al laghetto della stella e alla fontana Altems, la sorgente più importante del giardino, si giunge alle cinque piccole grotte in tufo, nelle quali delle figure vengono mosse dalla forza idraulica (sistema comparabile con quello del cilindro musicale). Questi affascinanti automi ad acqua di epoca rinascimentale, unici al mondo, sopravvissuti a Hellbrunn per quasi 400 anni e capaci di trasmettere un autentico quadro del passato, riproducono le seguenti scene: un arrotino al lavoro, Apollo che spella il satiro 

Marsia, un mugnaio, Perseo che combatte contro il mostro marino per liberare Andromeda e la bottega di un vasaio. Di fronte a questi piccoli teatri ad acqua si vede la grotta di Venere: ai piedi della dea dell'amore la bocca di un delfino riversa dell'acqua oltre un mazzo di fiori che, come racchiuso in una campana di vetro, rimane fresco a lungo grazie alla temperatura costante e all'umidità. Nello scarico della vasca è possibile ammirare inoltre due tartarughe di latta unite da un getto d'acqua che, simile ad una bacchetta di vetro, va da una bocca all'altra. 

Seguendo il percorso si giunge ora al Teatro meccanico. Questa preziosa opera azionata ad acqua, che sostituì una fucina ad acqua, venne realizzata tra il 1749 e il 1752 dal minatore di Hallein Lorenz Rosenegger, su incarico dell'arcivescovo Andreas Jakob Conte di Dietrichstein (1747-1753). Si tratta di un'interessante rappresentazione della vita movimentata di una cittadina barocca con tutti i mestieri e gli strati sociali: i cittadini che passeggiano, i musicisti che fanno musica, i macellai che macellano un vitello, una casa in costruzione e molti altri artigiani al lavoro. Complessivamente nel teatro si trovano 138 figure mobili e 107 fisse costruite in legno di tiglio. Tutte le figure vengono mosse da un unico meccanismo, situato sotto e dietro il palco, azionato da una ruota idraulica orizzontale (questa a sua volta aziona numerose ruote di legno tramite diversi comandi; innumerevoli tiranti in rame trasmettono il movimento alle figure). Per coprire il rumore di questo meccanismo e delle figure, nonché per completare il teatro con un accompagnamento musicale, nel 1753 il maestro dell'orchestra di corte Johann Ernst Eberlin (il predecessore di Leopold Mozart) aggiunse un organo idraulico dotato di quattro pezzi, strumento che nel 1850 venne rinnovato dal costruttore di organi Ludwig Moser. 

L'organo, dotato di 200 canne di legno e di metallo, oggi suona un corale di Augustin Ebler (1502) identico a quello del corno della fortezza di Salisburgo (inoltre il rullo dentato offre un duetto di Mozart e una canzone di Auber). L'organo viene azionato da una propria ruota idraulica orizzonatale e dal relativo ingranaggio (cfr. il meccanismo della grotta del canto degli uccelli). 

Infine si giunge alla grotta della corona o di Mida, a forma di padiglione. Al centro di questa grotta, su un rialzo in marmo decorato con creature marine, si trova una corona di latta che grazie ad un getto d'acqua viene sollevata verso l'alto e fatta ricadere in basso. Essa rappresenta l'ascesa e la caduta del potere nel corso del tempo (simboleggiato dall'acqua). 
Di particolare bellezza in questa grotta sono i mosaici e le due statue scolpite nel marmo giallo chiaro dell'Untersberg che ancora una volta presentano la scena di Marsia spellato da Apollo.

Uscendo dalla grotta il visitatore viene colto di sorpresa da una galleria di getti d'acqua. 

Per maggiori informazioni: 

Tourismus Salzburg, Auerspergstrasse 6, A-5020 Salzburg, 

+43/662/889 87 - 0, www.salzburg.info, #visitsalzburg